Ceramiche rinascimentali


La produzione ceramica è stata presente nel territorio di Borgo San Lorenzo (FI) anche nei secoli precedenti l’attività dei Chini. Ne è testimonianza il ritrovamento di numerosi reperti datati XVI secolo e recuperati in Via Montebello, presso Piazza del Mercato. Insieme alle numerose testimonianze archeologiche da altre località del Mugello e, più in generale, del comprensorio fiorentino, questi ci offrono un quadro abbastanza completo delle produzioni ceramiche di Borgo San Lorenzo.Essa appare piuttosto articolata e comprende quasi tutte le “varianti tecniche” note nel corso del XVI secolo. Le forme vascolari documentate sono principalmente piatti, scodelle, catini; frequenti forme chiuse come boccali o fiasche, talvolta arricchite con decori plastici, come le protomi femminili.I manufatti appartengono a due classi principali, in base alla tipologia del rivestimento: ceramica invetriata e ceramica ingobbiata sotto vetrina.La ceramica invetriata, documentata già nella seconda metà del Trecento, è il prodotto di maggiore diffusione per il suo costo di produzione (e vendita) molto competitivo:  a questa classe appartengono le ceramiche d’uso quotidiano, per la cottura e conservazione dei cibi, per il trasporto dell’acqua, per altri usi domestici.L’invetriatura, trasparente o colorata in verde, era posta direttamente sulla terracotta, garantendone l’impermeabilità e la resistenza al calore. Nel XVI secolo questi prodotti presentavano anche semplici decorazioni eseguite con un ingobbio color crema e il pennello.Va segnalato anche l’uso di rivestire con un sottile ingobbio le parti invetriate delle mezzine, procedimento che rendeva la superficie di un colore brillante.

La ceramica ingobbiata sotto vetrina seguiva invece una complessa procedura di esecuzione rispetto all’invetriata: il vaso, una volta modellato, era rivestito da un sottile strato di argilla, denominato “éngobe”, sopra il quale veniva eseguita in genere la decorazione, graffita o dipinta. A questa operazione seguiva la prima cottura nella fornace, poi veniva posto il rivestimento vetroso ed effettuata la seconda cottura.

Va segnalato, tra i prodotti dipinti o graffiti in policromia, l’utilizzo del colore azzurro, che nelle altre manifatture toscane, anche più antiche, era usato con parsimonia, mentre a Borgo San Lorenzo si può considerare un elemento caratteristico.

Oggetti di grande pregio erano realizzati con il decoro graffito, attraverso una procedura che poteva prevedere delle varianti: la graffita a punta e stecca, la graffita a decoro ribassato. Gli strumenti per l’esecuzione di questi decori, geometrici, floreali o figurati, potevano essere punte metalliche molto fini o penne a punta larga, che offrivano al ceramista l’opportunità di eseguire disegni molto complessi e di sicuro effetto estetico.

 

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